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Anche in Italia, tra il 1926 e il 1943
centinaia di scout continuano le loro attività e prendono parte alla Resistenza. Il “Lupercale” di Roma e le “Aquile randagie” di Milano passeranno alla storia per questo loro impegno.

aquilerandage

Dopo il 25 aprile 1945, Mario Mazza si presenta alle autorità vaticane per ricostituire l’Associazione Scout Cattolici Italiani e l’Associazione Guide Italiane. L’influente presidente dell'Azione Cattolica di allora però insiste per inglobare lo scautismo, in un ottica di associazionismo cattolico fortemente clericale. Mario Mazza si reca in udienza dal Papa per chiarire la posizione degli scout cattolici italiani: "Santità, testimoniamo e aderiamo l'appartenenza alla Chiesa Cattolica, ma noi abbiamo la nostra libertà…". Pacelli gli concede approvazione e autonomia, con buona pace delle “mire espansionistiche” di altri movimenti ecclesiali.

Così, riconosciuti dalla Chiesa con il loro particolare carisma, rinascono l’Asci (ramo maschile dello scautismo), e l’Agi (femminile). Dalla
unione delle due associazioni nel 1974 nasce l’AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani), che continua a declinare e mantenere attuale questa proposta pedagogica di inizio secolo.

Fino a qui tutto chiaro. Ma alla luce di tutto questo riproponiamo la domanda: “Chi ce lo fa fare?>>